
IT'S REPORTAGE
IT'S REPORTAGE


Non mi interessa produrre il maggior numero possibile di fotografie.
Mi interessa realizzare quelle necessarie.
Per questo motivo non consegno migliaia di immagini quasi identiche tra loro. Preferisco una selezione più attenta, costruita nel tempo e pensata per essere riguardata anche a distanza di anni.
La quantità è facile da ottenere. La selezione richiede più cura.
Durante un matrimonio cerco di intervenire il meno possibile.
Credo che le persone siano più interessanti quando smettono di sentirsi osservate. Per questo preferisco lavorare in modo discreto, lasciando che la giornata segua il proprio ritmo.
Non cerco di dirigere continuamente ciò che accade. Cerco di essere presente quando accade.



Accanto al reportage porto con me un'esperienza pluriennale nel ritratto e nella fotografia editoriale. Quando il momento lo consente, questa esperienza mi permette di realizzare ritratti più costruiti e intenzionali, mantenendo però la stessa attenzione alla naturalezza e alla personalità delle persone fotografate.

Un matrimonio non è fatto solo dagli sposi.
È fatto dalle persone che li accompagnano, dalle relazioni che esistono da anni, dai dettagli che spesso passano inosservati mentre la giornata corre veloce.
Per questo fotografo con la stessa attenzione un ritratto, una conversazione, un gesto o una tavola preparata con cura. Sono elementi diversi della stessa storia.


Cerco immagini che funzionino anche fuori dal contesto del matrimonio.
Fotografie che possano essere guardate prima come immagini e solo dopo come ricordi.



